Accordi

Saper eseguire un accordo in qualsiasi parte della tastiera in modo rapido, sicuro e corretto non è semplice, e richiede un approccio graduale e molta pratica.
Sapere costruire un qualsiasi accordo e scegliere una buona posizione della mano (diteggiatura) è una questione di poche e semplici regole, che si possono assimilare rapidamente.

Non una nota singola, ma un amalgama vibrante

Un suono prodotto da un corpo vibrante, come una corda del pianoforte o uno strumento a fiato, non è mai puro; è invece costituito da un amalgama in cui al suono fondamentale se ne aggiungono altri più acuti e meno intensi, detti Armonici naturali.
Questi sono una successione di suoni (ipertoni) le cui frequenze sono multipli di una nota di base, chiamata fondamentale o primo armonico.
Ad esempio, se una corda di lunghezza L emette un MI (primo armonico), la stessa corda emette contemporaneamente e con minore intensità anche il MI all'ottava superiore, cioè una nota a frequenza doppia, come se la corda fosse lunga la metà (L/2) a parità di tensione. Questo è il secondo armonico.
Ma la corda vibra anche contemporaneamente come se avesse un terzo della lunghezza (L/3), un quarto (L/4) e così via, con sempre meno intensità, finché l'orecchio riesce a percepire la vibrazione.
Proiettando questo concetto sul pentagramma, a partire da DO (fondamentale o primo armonico) e procedendo con la suddivisione si ottiene:
che per semplicità si può riportare nella seguente tabella:
Armonico1234567 8910111213141516
Nota DODOSOLDOMISOLSIbDOREMIFA#SOL LAbSIbSI DO
Intervallo dalla fondamentaleIIVIIIIVVIImIIIIIIIV+VVImVIImVIII
Gli armonici sono generati da qualsiasi nota, rigorosamente con gli stessi intervalli. Il riferimento al DO è quindi un esempio.

Un accordo in nuce

Una semplice nota porta con sé quindi quasi tutte le note del nostro sistema musicale, anche se è difficile sentirle perché coperte dalla potenza della fondamentale ed amalgamate con essa.
In particolare contiene l'ottava (armonico 2), la quinta (armonico 3) e la terza (armonico 5).
Dato che ogni armonico suona con intensità molto minore rispetto al precedente, gli armonici oltre il 5, pur essendo presenti e strumentalmente rilevabili, diventano sempre meno udibili anche all'orecchio più fine ed allenato.
E' come se la nota fosse il nucleo di un atomo, con uno sciame di note armoniche che le orbita attorno come tanti elettroni. I primi armonici -nelle orbite più vicine al nucleo- sono i più energici.
Se due note producono un intervallo, tre o più note contemporanee producono un accordo; allo stesso tempo, una singola nota è di per sé stessa un accordo a più voci!
Se suoniamo una qualsiasi fondamentale (ad esempio, DO) e contemporaneamente la terza e/o la quinta (MI e/o SOL), la V avrà l'effetto di "rinforzare" il terzo armonico e la III quello di rinforzare il quinto armonico.
Dato che la III e la V sono implicitamente presenti nella fondamentale, questa combinazione di suoni soddisfa molto l'apparato uditivo, che è capace di riconoscere e catalogare i tre suoni come multipli di una stessa frequenza.
Va da sé che la terza e la quinta generano a loro volta armonici, e la relazione tra tutti i suoni risultanti diventa assai complessa. Occorre quindi un sistema di riferimento semplice per costruire accordi gradevoli, senza avere a che fare direttamente con gli armonici.

Cosa è un accordo?

La Posizione TTST è un ottimo punto di riferimento per la costruzione di accordi. Infatti un accordo di tre note, o Triade, si ottiene da una Posizione TTST semplicemente suonando solo le dita dispari 1, 3 e 5, che in pratica equivale a suonare un tasto si ed uno no.
Mignolo, medio e pollice sinistro -o pollice, medio e mignolo destro- della Posizione TTST formano un accordo costruito con la prima, la terza e la quinta nota della Scala Maggiore. Questo è l'accordo principale della Scala Maggiore, e prende il nome di triade Maggiore.
Una definizione di Accordo più formale e generale è: Un accordo si forma a partire dalla scala TTSTTTS procedendo per Terze diatoniche.

Costruire l'accordo

Ad esempio, in tonalità DO l'accordo costruito a partire dalla fondamentale (DO) sarà composto da due terze diatoniche, la prima tra I e III grado (DO-MI) e l'altra tra il III ed il V grado (MI-SOL), per formare DO-MI-SOL. Da notare che l'intervallo DO-MI è di 2 toni, e l'intervallo MI-SOL di 3 semitoni, ma si tratta comunque di una terza diatonica, cioè una distanza di tre note all'interno della scala TTSTTTS.
I
1d
(II)
III
3d
(IV)
V
5d

In tonalità RE l'accordo costruito a partire dalla fondamentale (RE) sarà sempre composto dalla prima, terza e quinta nota (I, III, V grado), ma in questo caso si tratta delle note RE, FA# e LA.
I
5s
(II)
III
3s
(IV)
V
1s

Procedendo per terze diatoniche, dopo la quinta (V) troveremo la settima (VII)
I
1d
(II)
III
2d
(IV)
V
3d
(VI)
VII
5d

Scala o Accordo?

Procedendo dalla VII troveremo, sull'ottava successiva, nuovamente la II (nona), la IV (undicesima) e la VI (tredicesima), per concludere il giro con l'ottava dell'ottava (doppia ottava), che è armonicamente la nota di partenza.
I
5s
(II)
III
3s
(IV)
V
2s
(VI)
VII
1s
(I)
II
1d
(III)
IV
2d
(V)
VI
3d
(VII)
I
5d
Proprio così: un accordo può essere composto da tutte e 7 le note di una tonalità, ad esempio da tutti i tasti bianchi del pianoforte suonati contemporaneamente. Il risultato potrà non essere gradevole, fattostà che un tale accordo può essere costruito, ha una precisa origine e potrebbe addirittura essere utile in alcuni contesti armonici.
Questa logica di costruzione degli accordi consente di trattare scale ed accordi come una espressione della Tonalità. L'unica differenza è che la scala suona note in sequenza, mentre l'accordo suona note simultanee. Ma sia l'accordo che la scala prendono le loro note dallo stesso insieme di 7 note della tonalità.
Nella figura, i tasti con il grado indicato tra parentesi vengono "saltati" perché si procede per terze diatoniche (un tasto si ed uno no), ma li ritroveremo nella ottava successiva. Sui tasti corrispondenti alle terze diatoniche è indicata una posizione delle dita che consente, con due mani, di suonare l'accordo a 7 voci completo.

Triadi Minori

Se siamo in grado di costruire una Triade Maggiore (accordo a tre voci) in qualsiasi tonalità, cioè a partire da qualsiasi tasto, possiamo costruire anche una Triade Minore.
Notiamo anzitutto che le terze diatoniche di una scala TTSTTTS possono essere intervalli di due toni (TT) o di tre semitoni (TS o ST). Non ci sono altre possibilità perché TTSTTTS non ha intervalli di semitono consecutivi (SS). Chiameremo terza -o terza maggiore- un intervallo di due toni; una terza maggiore abbassata di un semitono -quindi il tasto immediatamente precedente- sarà una terza minore (o IIIm), un intervallo di tre semitoni.
L'intervallo tra la prima e la terza nota della scala TTSTTTS, primo intervallo di terza diatonica, stabilisce se un accordo è di tipo maggiore o minore. In un accordo minore questo intervallo dovrà essere appunto una terza minore, cioè una terza abbassata di un semitono. Molto semplice: un accordo minore si costruisce a partire dalla posizione TTST spostando il dito medio (sinistro o destro) sul tasto immediatamente precedente (cioè di un semitono a scendere). Ad esempio, la triade di FA minore sarà:
Mano SinistraMano Destra
Triade Maggiore
I
5s
(II)
(IV)
III
3s
V
1s
I
1d
(II)
(IV)
III
3d
V
5d
Triade Minore
I
5s
IIIm
3s
(II)
(IV)
V
1s
I
1d
IIIm
3d
(II)
(IV)
V
5d

I problemi di questo approccio

L'approccio agli accordi che vogliamo seguire intende mantenere uno stretto legame tra Scale ed Accordi attraverso la Tonalità.
L'accordo di FA minore che abbiamo pocanzi costruito abbassando la terza di un semitono, sebbene formalmente corretto, pone alcuni problemi non appena si considera nel sistema della Tonalità:
  • Le note della tonalità di FA, che si trovano costruendo la Scala Maggiore TTSTTTS, sono: FA, SOL, LA, SIb, DO, RE, MI
    Nella triade FA minore è presente un LAb, che non figura tra le note della scala di FA Maggiore; ne consegue che l'accordo di FA minore non appartiene alla tonalità di FA
  • Non esiste nessuna tonalità maggiore con le note FA, SOL, LAb, SIb, DO, RE, MI, FA, indipendentemente dal loro ordine
  • La Scala non segue il modello di riferimento TTSTTTS, ma un diverso modello: TSTTTTS
  • Questi problemi si verificano non solo in FA, ma in tutte le tonalità, DO compreso
E' necessario riprendere questo filo: fare quindi un passo indietro, e considerare gli accordi come modi di suonare (o armonizzare) una Tonalità, non soltanto come semplici posizioni.
Questo nuovo approccio si basa sullo Sviluppo Modale della scala TTSTTTS, argomento ampiamente trattato nella prima parte teorica del Metodo per chi suona ad Orecchio, a cui si rimanda per approfondirne l'aspetto teorico.

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Teoria:
armatura
intervalli
Pratica:
posizione-ttst
posizione-ottava
patterns
Indice e Percorso di studio
Scale e Accordi:
[Introduzione] [Tastiera] [Scale e Tonalità] [Posizione TTST] [Accordi]
Armonia:
[Sviluppo modale] [Armatura di chiave] [Intervalli] [Regola del 9] [Analisi armonica] [Circolo delle Quinte]
Pattern:
[Posizione di Ottava] [Pattern Base] [Circolo dei Pattern] [Pattern Tonali]
Riferimento al Manuale per chi Suona ad Orecchio: Cap. 3 - Gli accordi, pagg 9-13
Riferimento al Manuale per chi Suona ad Orecchio: Cap. 2.3 - Sviluppo Modale, pagg 18-21
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